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Lettera aperta al Consiglio d'Europa sul crocifisso nelle scuole Stampa

Lo scorso novembre  la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha pronunciato un'importante sentenza nel caso Lautsi contro Italia, stabilendo che l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche viola il diritto alla libertà di coscienza, pensiero e religione e la libertà dei genitori di scegliere l'insegnamento per i loro figli.

Contro quella sentenza si è scatenata una guerra mediatica a difesa dello status quo e del privilegio clericale ed il Governo ha presentato in questi giorni la richiesta di riesame della questione da parte della Grande Camera. 

Il Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, composto dalle Consulte di Torino, Roma, Trieste, Milano, Pesaro-Urbino e Napoli, ha predisposto una lettera aperta al Consiglio d'Europa a sostegno della sentenza della Corte di Strasburgo per dar voce alle tante associazioni laiche del nostro Paese ed all'opinione pubblica che ha a cuore la laicità delle istituzioni.

Al Consiglio d'Europa

All'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa

Alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 

Egregi Signori, Gentili Signore,

Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.

Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei.

La questione in discussione era l’imposizione per gli studenti di frequentare le lezioni in classi in cui domina il Crocifisso, un simbolo religioso. Una pratica che viola l’art. 9 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’art. 2 del Primo Protocollo Addizionale.

Il dibattito che ne è seguito in Italia è stato aggressivo e violento contro non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani.

Individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci.

Il nostro Stato soffre sempre più l’influenza politica delle gerarchie della Chiesa Cattolica. Benché il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione, queste chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell’accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di cittadini. Questo accade regolarmente, ad esempio, per quanto riguarda i simboli religiosi, l’insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica.

Alcuni di noi sono credenti e tutti noi rispettiamo i credenti, ma non possiamo accettare che una religione, neppure la più influente, sia imposta a tutti e tutte.

Il principio di libertà religiosa e di laicità è racchiuso nella stessa Costituzione italiana, è parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei. Faremo del nostro meglio per tenere i nostri passi sulla via della libertà, della democrazia dell’eguale dignità sociale per tutti e tutte, con l’aiuto di tutti i cittadini europei.

Sinceramente Vostri

 

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L'aforisma

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