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Lettera aperta al Consiglio d'Europa sul crocifisso nelle scuole Stampa

Lo scorso novembre  la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha pronunciato un'importante sentenza nel caso Lautsi contro Italia, stabilendo che l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche viola il diritto alla libertà di coscienza, pensiero e religione e la libertà dei genitori di scegliere l'insegnamento per i loro figli.

Contro quella sentenza si è scatenata una guerra mediatica a difesa dello status quo e del privilegio clericale ed il Governo ha presentato in questi giorni la richiesta di riesame della questione da parte della Grande Camera. 

Il Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, composto dalle Consulte di Torino, Roma, Trieste, Milano, Pesaro-Urbino e Napoli, ha predisposto una lettera aperta al Consiglio d'Europa a sostegno della sentenza della Corte di Strasburgo per dar voce alle tante associazioni laiche del nostro Paese ed all'opinione pubblica che ha a cuore la laicità delle istituzioni.

Al Consiglio d'Europa

All'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa

Alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo 

Egregi Signori, Gentili Signore,

Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.

Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei.

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Presentazione del libro "Chiesa padrona" di Michele Ainis - 5 febbraio 2010 Stampa
invitoAinis

Il 5 febraio 2010, alle ore 18, presso l'Unione Culturale "Franco Antonicelli", via Cesare Battisti 4, Torino, l'Associazione "Amici della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni" presenta il libro di Michele Ainis "Chiesa padrona" - Garzanti.

La Chiesa cattolica attinge abbondantemente alle risorse pubbliche dello Stato italiano: ogni anno milioni di euro vengono dirottati dal governo centrale e dagli enti locali, che si sono fatti di recente ancor più solerti. Questo tuttavia non impedisce al Vaticano pesanti incursioni nella vita pubblica del nostro paese: è pressoché impossibile che un provvedimento legislativo venga approvato senza il suo benestare; e quando accade, le resistenze della Chiesa cercano di impedirne l’applicazione.
E’ una situazione abnorme, che trova il suo fondamento nel Concordato siglato l’11 febbraio 1929 da Pio IX con Benito Mussolini, che lo stesso pontefice aveva definito “l’uomo della Provvidenza”. Quel patto venne accolto dalla Costituzione repubblicana attraverso l’articolo 7. Infine, nel 1984 il Concordato fu rinnovato dall’accordo tra Craxi e Giovanni Paolo II. Ma il trattamento privilegiato di cui gode il Vaticano non ha più alcun fondamento giuridico, argomenta Michele Ainis: l’articolo 7 era una norma provvisoria, e oggi è un farmaco scaduto. Oltretutto quelli dei vertici della Chiesa si configurano come vere e proprie ingerenze di uno Stato straniero nei nostri affari interni. Infine, in una società sempre più complessa, i privilegi concordatari creano inevitabilmente una disparità do trattamento rispetto a cittadini italiani che seguono altre fedi (e soprattutto a quelli che non si sentono affiliati ad alcuna chiesa).
Attento alla logica giuridica e alla storia, Chiesa padrona propone un nuovo fondamento al patto tra lo Stato italiano e il Vaticano. Un rapporto più limpido e corretto tutelerà in maniera più efficace la libertà e la dignità dei cittadini italiani; e aiuterà chi vuole davvero occuparsi della cura delle anime a farlo senza impastoiarsi nelle polemiche politiche.

PROGRAMMA

Presiede e modera:

Federico Calcagno
giornalista RAI, Presidente dell’Associazione Amici della Consulta Torinese per la Laicità delle istituzioni

Ne discutono con l’autore

Michele Ainis
costituzionalista, docente all’Università Roma Tre

Tullio Monti
Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle istituzioni

Alfonso Di Giovine
costituzionalista, docente all’ Università di Torino

Sergio Lariccia
esperto di Diritto ecclesiastico,
docente all’Università La Sapienza di Roma

 

L'aforisma

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